Lo sfondo pedagogico

Il progetto Nido Sonoro orienta la propria attenzione ad una lettura antropologica e psico-pedagogica dell'esperienza sonora e musicale infantile.
Le dimensioni che interessano maggiormente il progetto possano essere iscritte da un lato alla sfera della cosiddetta “musicalità individuale”, per cui bambini e bambine esprimono una dimensione identitaria e biologica di cui il suono è un elemento essenziale che concorre con altri alla formazione della personalità, allo sviluppo senso-motorio e della possibilità di esprimersi e comunicare, alla costruzione di mappe concettuali.
La seconda estensione interessa invece il significato più relazionale ed educativo proprio dell’esperienza del suono e della musica. Il suono rappresenta per bambini e bambine un significativo spazio/tempo vitale, risposta a motivazioni interiori profonde, opportunità di sviluppo affettivo e simbolico che, se supportato da conoscenze e competenze pedagogico musicali adeguate, può trasformarsi in un efficace strumento di promozione educativa.
Queste due dimensioni si incontrano quotidianamente in quell’esperienza sonora che potremmo definire il “gioco musicale spontaneo”, si tratta di un’attività articolata che si sviluppa dalla dimensione più esplorativa e concreta dei piccoli alla dimensione più simbolica e organizzativa di coloro che sono in procinto di passare dal nido alle scuole dell’infanzia. In questo contesto non sono tanto importanti gli strumenti, le tecniche o le ambientazioni musicali prefabbricate a definire il campo di lavoro pedagogico quanto i comportamenti sonori, motivati, organizzati e finalizzati, messi in atto da bambini e bambine, quelle che François Delalande definisce come le loro condotte musicali.

Tutti i genitori, tutti gli educatori sanno che i bambini producono suoni, con evidente piacere, con la voce, come con tutti gli oggetti che capitano loro tra le mani. È così che verso il primo anno amano i cigolii, gli sfregamenti e possono trascorrere parecchi minuti a sfregare con un cucchiaio su un calorifero o a trascinare una sedia sul pavimento ottenendo delle modulazioni sonore che gli adulti non apprezzano sempre nel loro giusto valore.
Non tutti i genitori o gli educatori sanno, infatti, che questi comportamenti sono già una forma potenziale d’invenzione musicale.
Il gioco senso-motorio, le reazioni circolari e l’esplorazione sonora che ne risultano sono dei comportamenti spontanei, nel senso che non c'è bisogno dell’intervento di genitori o di educatori perché si manifestino. Ma l’esplorazione sonora può essere scoraggiata, o al contrario, arricchita a seconda delle condizioni, dei materiali e dell’atteggiamento degli adulti.

Come educatori possiamo affermare di conoscere questa espressione? L’abbiamo mai osservata o sarebbe meglio dire ascoltata con attenzione? Abbiamo provato a descriverla? Lasciamo a questa dimensione dell’esperienza sonoro-musicale uno spazio adeguato all’interno della programmazione educativa o del gioco domestico? Quali sono i fattori di rinforzo? Come si sviluppano i comportamenti di esplorazione?...
L’ascolto degli adulti, oltre a rappresentare la principale possibilità di comprensione dei comportamenti e delle produzioni musicali dei bambini, costituisce per loro una spinta fondamentale all’apprendimento. Quando un bambino si sente ascoltato da un adulto migliora la propria motivazione alla conoscenza e impara a sua volta ad ascoltare. I bambini poco ascoltati, risultano poco propensi ad ascoltare; per ascoltare devono essere ascoltati.

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