2010 Musica: educazione senza invenzione?

Su musicheria.net si trovano tutti i documenti e materiali del I Colloquio
in Radio Musicheria si può ascoltare l'audio di tutti gli interventi (con esclusione di quelli di Delalande e Disoteo) QUI, oltre al dibattito che il giorno precedente aveva caratterizzato il Convivio QUI
in Studi e Ricerche si possono consultare i materiali presentati QUI

La scelta del tema del I Colloquio di Musicheria.net nasce dalla constatazione che esiste un divario tra la realtà educativo-musicale e quanto la ricerca pedagogico-didattica ha evidenziato in merito a ciò che possiamo denominare “invenzione musicale”. Il Colloquio intende quindi offrire alcuni contributi di riflessione, di proposta e di risposta ad alcune domande.
Come mai gli studi teorici e le proposte metodologiche sull’invenzione musicale, sviluppati a livello nazionale ed internazionale, non sembrano avere ancora una ricaduta significativa nella prassi educativa nella scuola italiana?

Il problema dell’“invenzione” sembra riguardare in modo particolare e specifico l’ambito della musica: nelle scuole, come in altri servizi educativi, i processi inventivi nei componimenti artistici, plastici, linguistici sono ormai attività ordinarie e fondanti gli stessi statuti disciplinari.
Perché le pratiche dell’inventare e del comporre coi suoni vengono ordinariamente escluse da quell’universo di attività cognitive, sensoriali ed estetiche che interessano i processi educativi e formativi di bambini, giovani e adulti? Come è possibile che genitori, educatori, musicisti, istituzioni non colgano il peso di una tale assenza?

È possibile notare come tale mancanza si allarghi a macchia d’olio dalla scuola di base (nostro osservatorio privilegiato) ad altri ambiti formativi, quali le scuole di musica, o a contesti di animazione musicale, quali gli asili nido, i centri giovanili, le case di riposo, ecc. È bene ricordare che, in analogia a quanto hanno dimostrato gli studi sullo scarabocchio grafico, le varie e diverse forme di invenzione sonora, ancor prima di diventare esecuzionicomposizioni “musicali”, sono prassi che incidono profondamente sullo sviluppo delle strutture percettive, emotive, logiche dei bambini e sulla costruzione e consapevolezza del sé.
Come mai sembra che nessuno si curi del valore che dallo scarabocchio sonoro-musicale conduce alla creazione di idee musicali, fino a concepire la propria mente in grado di pensare e organizzare il mondo proprio a partire dall’esperienza del suono e della musica?

Gli studi e le ricerche sulle esplorazioni sonore nella prima infanzia hanno indicato con chiarezza, in questa direzione, il valore antropologico e culturale di un’educazione musicale centrata sull’ontogenesi delle condotte musicali. Anche alcune esperienze di invenzionecomposizione realizzate nelle scuole mediante un utilizzo attivo e critico del Personal Computer aprono la strada alla ricerca e allo sviluppo di nuovi dispositivi per un’educazione e un’autoformazione musicale critica e consapevole.
Quali nuovi fondamenti possono informare il senso e il valore di una pratica educativa dell’invenzione musicale? Si deve forse dare miglior organicità ad intuizioni, sperimentazioni, esperienze e riflessioni che riguardano attività di esplorazione, improvvisazione e composizione musicale in contesti educativi? Occorre intervenire per ri-motivare e formare in questa prospettiva insegnanti, educatori e animatori? Può aver senso cominciare a discutere di un curricolo dell’invenzione musicale nella scuola di base e forse lungo tutto il corso della vita degli individui, dentro e fuori la scuola?

Queste osservazioni e queste domande giustificano la proposta del Colloquio, in cui s'incontrano e si confrontano persone portatrici di esperienze professionali diverse, di molteplici punti di vista, di modi plurimi di dar senso ai vissuti e alle pratiche musicali. Altre interpretazioni, altre analisi, e forse anche qualche risposta convincente potranno emergere dal contributo che vorranno e potranno dare tutti i partecipanti al Colloquio.

PROGRAMMA DEL COLLOQUIO

SESSIONI DEL MATTINO
Coordina i lavori: Mario Piatti
IL PUNTO DI VISTA ... ANTROPOLOGICO E SOCIALE
Intervengono:  Maurizio Vitali e Maurizio Spaccazocchi
a seguire: colloquio con i partecipanti
IL PUNTO DI VISTA ... COMPOSITIVO
Intervengono: Sylviane Sapir e Daniele Vineis,
a seguire: colloquio con i partecipanti

SESSIONI DEL POMERIGGIO
Coordina i lavori: Enrico Strobino
IL PUNTO DI VISTA ... PEDAGOGICO
Intervengono: Anna Maria Freschi e Maurizio Pisati
a seguire: colloquio con i partecipanti
... PROSPETTIVE
Intervengono: Maurizio Disoteo e François Delalande
a seguire: colloquio con i partecipanti

Hanno partecipato:
Silvia Cornara, Nicola De Giorgi, Davide Donelli, Maurizio Fasoli, Marta Ferri, Manuela Filippa, Antonio Grande, Mariateresa Lietti, Stefano Luca, Luca Marconi, Giorgio Minardi, Annibale Rebaudengo, Johannella Tafuri.

François Delalande – Musicologo, già direttore del Gruppo Ricerche Musicali dell’INA di Parigi (Francia)
Maurizio Disoteo – Comitato scientifico CSMDB, ricercatore presso la Libera Università di Bruxelles (Belgio)
Anna Maria Freschi – Docente di Pedagogia musicale presso il Conservatorio di Perugia
Mario Piatti – Comitato scientifico CSMDB, Docente di Pedagogia musicale
Maurizio Pisati - Compositore, docente di Composizione per la Didattica presso il Conservatorio di Bologna
Sylviane Sapir - Ricercatrice e docente di Musica elettronica presso il Conservatorio di Como
Maurizio Spaccazocchi – Comitato scientifico CSMDB, docente di Pedagogia musicale presso il Conservatorio di Pesaro e di Metodologia e Teoria musicale all’Università di Urbino
Enrico Strobino - Comitato scientifico CSMDB, docente scuola media a Biella
Daniele Vineis – Compositore, Docente di Strumenti a percussione presso l’Istituto musicale pareggiato della Valle d’Aosta
Maurizio Vitali – Direttore del CSMDB, docente scuola media a Brivio (Lecco)

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